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Sicilianu (sicilien, siciliano) - Forum italien - Forum Babel
Sicilianu (sicilien, siciliano)
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Seapard



Inscrit le: 14 Aug 2007
Messages: 22
Lieu: Sicile

Messageécrit le Wednesday 15 Aug 07, 0:22 Répondre en citant ce message   

Siciliano fonetico :

.
Per accostarci alla Lingua Siciliana dobbiamo tener conto di tre considerazioni basilari:
1. Alcune consonanti Instabili hanno una forma debole ed una forte; .
2. La pronuncia di una sillaba può essere breve o lunga ed ha il corrispettivo accento breve "ă" o lungo "ā" sulla sua vocale.
- Una consonante instabbile che segue una sillaba breve . . . diventa forte.
- Una consonante instabbile che segue una sillaba Lunga . . . diventa debole.
- Una consonante stabile dopo una sillaba lunga diventa semplice, dopo una sillaba breve viene raddoppiata.

3. Alcune consonanti precedute dalla "N" vengono da questa stravolte e mutate in un altro suono.


Gli Accenti brevi e lunghi non si scrivono.
- L' accento lungo si pronuncia con un leggero e calmo allungare della vocale.
- Dopo un colpetto di polmoni, se la sillaba viene saltata dal colpo d'aria, diventa breve, e l'aria va a rafforzare la sillaba che segue.

Qui c'è una lista di parole che, con l'accento breve sulla sillaba finale, determinano la mutazione in forte della consonante iniziale della parola appresso.

.


Dernière édition par Seapard le Thursday 30 Aug 12, 13:58; édité 7 fois
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Seapard



Inscrit le: 14 Aug 2007
Messages: 22
Lieu: Sicile

Messageécrit le Wednesday 15 Aug 07, 1:39 Répondre en citant ce message   

.
Spero di incontrare qui molte persone che vogliono conoscere la lingua siciliana.

Volendo scrivere il parlare della gente, e lo chiamiamo Fonetica siciliana, ci accosteremo con la pratica allo scrivere siciliano come la gente lo parla.

In queste pagine http://www.terralab.it/sishilianu/index.htm, ci sono alcuni scritti di esempio di scrittura 'n zishilianu.


.


Dernière édition par Seapard le Monday 23 Sep 13, 20:06; édité 7 fois
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Seapard



Inscrit le: 14 Aug 2007
Messages: 22
Lieu: Sicile

Messageécrit le Wednesday 15 Aug 07, 15:51 Répondre en citant ce message   

Con piacere leggo che qui ci sono studiosi che si interessano alla LINGUA SICILIANA.
La lingua siciliana è ricca di FONEMI AUTOCTONI che dovrebbero essere messi in risalto nello scrivere, e di questo mi sto interessando
In Francia, perchè si usa la 'Ç' quando poi viene letta come la 'S'? Avrete i vostri buoni motivi!
Anche in Sicilia abbiamo validi motivi per scrivere le nostre CONSONANTI AUTOCTONE in modo proprio.
Chi ascolta con attenzione il parlare siciliano si accorge di una incredibile quantità di sfumature nella pronuncia delle consonanti:

  • C: Ci, Shi.


    • Posalu a centru ri taula.

    • U pigghiai no shentru


    • Veni pi cena ni nuatri

    • Allestiti a veniri n taula ch' a shena s' arrifridda


    • Chistu è ciauru di zagara.

    • I shuri di limiuna fannu shauru di zagara.


  • D: Di, Ri, Ni e Dhi.


    • Mi scanciasti pi diavulu?

    • pari ch' u riavulu havi i corna e i peri di beccu.

    • Avia un niavulu pi capiddhu


    • Cuntali a deshi a deshi.

    • V' accatta reshi ova.

    • Si nesci un neshi vinciu.


    • Nun nesciri cu stu friddu ca c' è fora.

    • Riccillu a iddhu soccu cumminau.


    • Jivi na dhu dutturi ca mi rishisti tu.


  • J: Ji, Ghi.


    • Pozzu jucari?

    • Ha ghiucari cu ttia?


    • Si travagghia di jornu

    • Dumani nun è ghiornu ri festa.



  • V: 'U, Vu, Bu, Mu.


    • Lavati a ucca dopu chi manci.

    • Chi vvucca rushi chi hai!

    • Si mancia a Vucca chiusa.

    • Ficu carimi n mucca.


    • Nun è u veru.

    • Cu vveru piashiri!

    • Pi beru, ti ricu!

    • un meru vastasu!



Queste variazioni di una stessa consonante sono governate da una legge fonetica che stiamo studiando.
Solo le parole scritte in modo fonetico rispecchiano la lingua parlata dai siciliani.
In questo LINK: http://www.terralab.it/sishilianu/index.htm ho raccolte informazioni adatte per conoscere la lingua siciliana.


.


Dernière édition par Seapard le Monday 23 Sep 13, 20:11; édité 13 fois
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Seapard



Inscrit le: 14 Aug 2007
Messages: 22
Lieu: Sicile

Messageécrit le Wednesday 15 Aug 07, 16:45 Répondre en citant ce message   

.
Na ota ca i riscussioni sunnu abbiati n zishilianu,
Mi pozzu finarmenti utari e muderatori ch' un zalutu ri cori,
nmitalli a fricuintari sta paggina
e a cummintari tutti i prubblemi linghuistiçi ch' aemu n Zishilia.
Liggennu no Forum m' addunai di cuantu sunnu priparati,
e cuantu mpegnu mettinu no trhavagghiu r' iddhi.
Vasamu li manu a tutti i Muderatori e a tuttu lu Staff di la Dirizioni.
.
À maintenant que la discussion a commencé en sicilien,
je peu enfin saluer les modérateurs et les inviter à discuter les problèmes de la langue sicilienne.
Un salut cordial à tout le Staff.

.


Dernière édition par Seapard le Monday 23 Sep 13, 20:12; édité 7 fois
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giòrss



Inscrit le: 02 Aug 2007
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Messageécrit le Wednesday 15 Aug 07, 22:32 Répondre en citant ce message   

scusa un'osservazione...credo che tu scriva "soccu" per dire "ciò che"...
mi chiedo perché unire "sò" e "ccu"...
il primo corrisponde al "ciò" italiano e dovrebbe avere la stessa origine dell'occitano "aiçò" e del piemontese "sò" ("sòn" nella forma più antica), che vengono entrambi da ipsum modificato in ipson, sulla base di una lettura fonetica gallica del latino provinciale...

insomma, deve trattarsi di qualcosa che è entrato nella lingua siciliana per influenza del provenzale, al tempo degli angioini...almeno, così direbbe il grande Rohlfs.

Ciao
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Seapard



Inscrit le: 14 Aug 2007
Messages: 22
Lieu: Sicile

Messageécrit le Thursday 16 Aug 07, 5:07 Répondre en citant ce message   

Dai francesi i siciliani hanno tante parole e modi di dire:
Addumari = Allumer
Arrusciari = Arroser
Azzanfasò = À sans façon
Buatta = Boîte

e tanti altri.

'Soccu' in sicilia alcuni studiosi lo vogliono scrivere 'Zoccu', ma la gente ha da sempre pronunciato 'Soccu', evidentemente di derivazione francese. Ti ringrazio per questa testimonianza che rende giustizia alla gente siciliana che vuole scrivere quel che parla: SOCCU.
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Luc de Provence



Inscrit le: 11 Jul 2007
Messages: 683
Lieu: Marseille

Messageécrit le Thursday 16 Aug 07, 7:08 Répondre en citant ce message   

Buongiorno

In Siciliano vi è anche la parola Francese raisin = racina mentre in Italiano si dice uva !

Mi sembra anche che astutari = éteindre = spegnere e ammucciari = cacher = nascondere siano di origine Francese o Provenzale.

Quindi la frase " addumu la luci poi l'astutu, arrusciu la racina poi m'ammucciu " è del tutto misteriosa per chi non conosce il Siciliano.........
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giòrss



Inscrit le: 02 Aug 2007
Messages: 2782
Lieu: Barge - Piemont

Messageécrit le Thursday 16 Aug 07, 11:06 Répondre en citant ce message   

Beh...io non direi "francese", ma angioina, che è una cosa differente.
Gli angioini venivano dal sud della Francia attuale. Il principale porto di partenza era Marsiglia.

Quanto al verbo "stutare" è usato in tutto il meridione italiano e deriva direttamente dal latino tardo extuto, non da extinguo (al contrario del francese éteindre ).
in pugliese, per esempio, si dice stutè...stutë la lùcë!

La vera peculiarità siciliana è nell'uso del verbo "addumari" (allumare, da lume...questa sì è una tendenza che viene dalla Francia), invece del meridionale "appicciare" (da pece). Noi piemontesi usiamo "visqué", che sarebbe vischiare (da vischio, perché si accendeva usando questa pianta collosa).

Un altro verbo interessante è "taliari" (guardare)...che deriva certamente dal provenzale e in Italia sopravvive solo parzialmente nel piemontese
"ëntajésne" (accorgersene), che presuppone una forma disusata arcaica "tajé" = "scorgere".

"Buatta" si dice in tutto il meridione.

Consiglio di vedersi questo studio di ottimo livello

Alessia_Mignone_Francesismi_nel_dialetto_napoletano.pdf
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Luc de Provence



Inscrit le: 11 Jul 2007
Messages: 683
Lieu: Marseille

Messageécrit le Thursday 16 Aug 07, 17:15 Répondre en citant ce message   

a proposito del Napoletano :

ho notato nelle canzoni Napoletane delle frasi come : " so venuto pe tte vedé " la cui costruzione evoca per me la sintassi Francese " je suis venu pour te voir " mentre in Italiano si dice " sono venuto per vederti ".

cioè " tte vedé " si avvicina a " te voir " piuttosto che a " vederti ".
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Seapard



Inscrit le: 14 Aug 2007
Messages: 22
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Messageécrit le Friday 17 Aug 07, 9:45 Répondre en citant ce message   

.
Nous sommes dans ce Forum parce que en Sicile il y a de l' obstracisme vers le 'sicilien fonetique'.

Il est vrai, quelque consonne nous devons l' écrir dans beaucoup de façon, mais, le peuple sicilien, il est ainsi qu' il parle.

Aidez nous à rendre plus simple l' orthographe du 'sicilien fonetique' pour être accepté par la communauté linguistique.

.


Dernière édition par Seapard le Sunday 10 Aug 08, 8:49; édité 1 fois
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giòrss



Inscrit le: 02 Aug 2007
Messages: 2782
Lieu: Barge - Piemont

Messageécrit le Friday 17 Aug 07, 11:46 Répondre en citant ce message   

Luc...è noto che il napoletano è stato molto influenzato dalle lingue della vostra terra.
Chiaramente, quello che fai notare è frutto di tale influenza.
Ciò non vale però solo per il siciliano, ma anche per il pugliese (che, dal punto di vista glottologico, comprende la lingua materna della regione Basilicata, oltre che della puglia e del Molise).

Per esempio, in itailiano si dice:

è tuo figlio?

In quei dialetti:

Y é figlë a tte?
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Seapard



Inscrit le: 14 Aug 2007
Messages: 22
Lieu: Sicile

Messageécrit le Saturday 18 Aug 07, 0:32 Répondre en citant ce message   

.
Saluti Luc,
Tu hai scritto due frasi siciliane in 'Modo Standard’.

.....1. Addumu la luci poi l’ astutu. = Accendo la luce poi la spengo.
.....2. Arrusciu la racina poi l’ ammucciu. = Spruzzo d’ acqua l’ uva poi la nascondo.

1- ‘dd’ di ‘addumu’, in siciliano, è pronunciato come in italiano e in francese.

- Va' dda, adduma la luci e poi l’ astuti. = Vai là, accendi la luce e poi la spegni.
Nella pronuncia siciliana:
.......- ‘dda’ è una consonante palatale (cacuminale)
.......- ‘ddu’ è una consonante dentale
per cui nello scrivere, noi del ‘siciliano fonetico’ , distinguiamo le due pronunce e le due scritture:

.......- Va' ddha, adduma la luci e poi l’ astuti

Questa scrittura differente non è considerata nel 'siciliano standard'.

2- Nella pronunzia siciliana, 'sc' di 'arrusciu' e 'ci' di 'racina' sembrano uguali:

.......- Arruscia la rashina e la runi a Cicciu. = spruzza l' uva e la dai a Francesco.
Mentre 'sci' è pronunziato come in italiano, 'shi' è una pronunzia autoctona della sicilia e di gran parte del sud d' Italia. Per questo il 'siciliano fonetico' distingue le due pronuncie.

In conclusione, le due azzeccate frasi di Luc, in 'siciliano fonetico' vengono scritte così:
....1. Va' dhà e adduma la lushi e poi l'astutii.
....2. Arruscia la rashina e dalla a Cicciu.


Grazie per l' attenzione.
seapard


.


Dernière édition par Seapard le Thursday 23 Aug 12, 21:58; édité 5 fois
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Seapard



Inscrit le: 14 Aug 2007
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Lieu: Sicile

Messageécrit le Saturday 18 Aug 07, 0:51 Répondre en citant ce message   

Giòrss aveva notato come 'soccu' = 'ciò che', sono usate unite.
Mentre in italiano le due parti, ciò - che,
come in francese, ce - que,
si possono usare indipendentemente in parti del discorso differenti,
In siciliano questo 'so - ccu' non avviene. invece di 'So', in un' altro contesto, si usa 'chistu'.


Dernière édition par Seapard le Thursday 23 Aug 12, 21:46; édité 1 fois
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Luc de Provence



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Messageécrit le Saturday 18 Aug 07, 11:00 Répondre en citant ce message   

Io sto in Francia e in Sicilia non ci sono vissuto mai quindi non posso come te apprezzare fin in fondo tutte le sfumature della Lingua Siciliana.
Sono stato in Sicilia più volte e ho sempre ascoltato con passione come parlava la gente e poi qui a Marsiglia vi sono numerosi oriundi Italiani fra cui molti Siciliani provenienti dalla Sicilia oppure come me dalla comunità Siciliana di Tunisi che si è trasferita in Francia negl'anni 6O :
Se intendi unificare il Siciliano e scriverlo come lo si pronunzia sarà difficile...ad esempio nella nostra famiglia che ha le sue origini in Marsala soliamo dire " facia = fashia " mentre mio suocero che ha lasciato Bronte ( CT ) nel 45 dice " fatshiva " e stranamente dice " illu " invece di
" iddu " che noi pronunziamo esageratamente come quasi fosse "iggiu". E poi a Bronte che ho visitato pronunziano la nd cioè " chi stai fatshendu? " mentre nella mia famiglia si dice " chi stai fashennu? "....
Una volta ho incontrato un certo Licata oriundo lavorando a Marsiglia che proveniva dai pressi di Siracusa e mi disse parlando di un tizio " è bettshu ".................A mmia mi parsi ca vulia diri ca chiddu era bello inveci mi vosi diri ca chiddu era vecchio..e accussi' potti capiri ca ni lu Sicilianu so' la v addivintava na b comu in Spagnolu e ca lu ky addivintava tshi e accussi' capivi picchi' dicia " u tshovu " inveci di " u chiovu ".....
Pigghiamu n'autru esempiu : quannu sentu li canzuni di Rosa Balistreri idda ( bonarma ) prununzia " u figliu " : yo pinsava " ma com'è pussibili ca dici figliu inveci di figghiu ! sparti idda nasciu propriu a Caltanissetta ! chiù Siciliani nun si po' ".
E non parliamo delle "conjugaisons" : ho sentito dire da due persone, una Brontese e l'altra di Capaci : ivu, parturivu, mi maritavu.....io pensavo che fosse l'imperfetto Italiano andavo, partorivo, mi maritavo e rimasi incuriosito e capii dopo che si trattava del passato remoto ivi, parturivi.....
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Luc de Provence



Inscrit le: 11 Jul 2007
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Lieu: Marseille

Messageécrit le Saturday 20 Oct 07, 8:28 Répondre en citant ce message   

Giorss a réfuté l'origine Arabe du verbe Sicilien taliari = regarder. Effectivement le même verbe se retrouve ailleurs en Italie là où l'influence Arabe n'a pas germé.
Il existe aussi et surtout en Sicilien des vocables Latins, Grecs, Français, Espagnols.
Par exemple en Sicilien le raisin se dit racina et non uva et l'on dit addumari ( allumer ) et non accendere.
L'on dit astutari pour éteindre et non spegnere. Qui me dira d'où vient astutari ?
Quant à l'influence Arabe mais aussi Berbère elle se retrouvait jadis dans des termes agricoles qui aujourd'hui ont été supplantés par l'Italien.
Dans la région de Catania la pistache se dit fastucca qui est un mot Arabe puisque ce sont les Arabes qui ont introduit ce fruit comme aussi les agrumes. D'ailleurs que signifie le nom Alcantara , un village aux pieds de l'Etna, c'est le pont = Al Qantara.
Et je peux citer dix , vingt, trente toponymes Siciliens venant de l'Arabe comme Racalmuto ( le village natal de Leonardo Sciascia ) qui signifie le village de la mort ou Canicattì le fossé de l'argile en Arabe. Ou Misilmeri près de Palerme = Menzel el Emir.
Mais il existe aussi les villages Albanais, ceux qui sont toujours Albanophones ou ceux qui sont devenus Siculo-Italophones comme Biancavilla ou Mezzoiuso ( notons au passage que Mezzoiuso outre son passé Albanais vient de Menzel Yusef ).
Et les villages Gallo-Italiques d'origine Lombarde du Nord-Est de la Sicile : un cas extraordinaire de mélange entre un dialecte du Nord et le Sicilien.
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